venerdì 1 giugno 2007

Raffaele Palladino Cuore Bianconero

Ha debuttato con la squadra del cuore nella stagione più difficile. Raffaele Palladino, attaccante 23enne, ha accettato la sfida del campionato cadetto, pur di coronare il sogno di vestire la maglia bianconera

Contro l’Albinoleffe hai segnato la prima rete in maglia bianconera. Cosa hai provato in quel momento? "Un’emozione bellissima che continuo a conservare dentro di me. Il primo gol con la squadra del cuore ha un sapore speciale. E’ stato importante per me ma anche per la squadra, visto che eravamo in svantaggio".
L’estate scorsa hai però rischiato di non vestire la maglia della Juventus. Che cosa è successo? "Dovevo andare all’Udinese, il contratto era quasi definito. La società mi aveva lasciato libero di andare a giocare da un’altra parte perché qui ero chiuso. Poi ho avuto un colloquio con Deschamps che mi ha fatto cambiare idea. Sono soddisfatto della decisione che ho preso".
Qual è stato il momento più difficile della tua carriera? "L’anno scorso mi sono rotto il crociato posteriore. Stavo facendo bene a Livorno, l’infortunio mi ha tenuto fermo per 3 mesi e mezzo. Quando ho ricominciato ad allenarmi il ginocchio mi faceva male, avevo paura di non tornare quello di prima. Ho fatto dei lavori di forza che mi hanno aiutato, irrobustendo la gamba. Per fortuna ho recuperato completamente".
Parliamo di Juventus. Vi sentite già in serie A? "Fino a quando non sarà l’aritmetica a confermarlo non potremo gioire. Con la vittoria sul Verona abbiamo comunque dato un segnale importante alle nostre inseguitrici. Ancora 2-3 vittorie ed è fatta".
Cosa serve alla Juve per essere competitiva anche in serie A? "Occorre un progetto importante. Io credo che se restano i campioni e arrivano 2-3 giocatori di valore e qualche giovane possiamo fare bene anche nella massima serie".
Se dovessi decidere il tuo futuro sceglieresti di essere titolare in un club di serie A o di fare la riserva alla Juventus? "Per un giovane è importante giocare. Se la prossima stagione arriveranno dei nuovi campioni, se ci sarò chiuso, valuterò il da farsi. Il mio obiettivo è convincere l’allenatore, la società e miei compagni che sono un giocatore da Juve. Il mio desiderio è restare a Torino".
Come vive uno juventino doc come te a Napoli? "Ultimamente non ci torno spesso. Ho comunque fatto il callo a certi sfottò. Ma a Napoli ci sono anche tanti tifosi juventini...".

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